lunedì 8 febbraio 2010

Indici azionari molto nervosi anche quest’oggi, capaci di riassorbire a metà seduta l’intero apprezzamento che in mattinata sfiorava l’1%. L’indice italiano, FTSE Mib, segna a metà seduta un saldo negativo pari al -0,90% a 20628 punti, dopo aver toccato un minimo a 20465,51 punti. I rimanenti indici azionari dell’are euro tentano invece di recuperare quanto perso nei giorni precedenti, con l’indice tedesco Dax che segna invece un recupero dello 0,57%, comunque ben lontano dai massimi di giornata.
I timori sulla stabilità dell’economia dei due Paesi iberici (Spagna e Portogallo) è stata l’occasione giusta per una serie di prese di profitto che ha fatto allontanare violentemente gli indici dai massimi annuali, oggi distanti mediamente un 16%. Gli indici di volatilità sono tutti schizzati al rialzo e, in particolare, dando uno sguardo al Vstoxx, indice di volatilità del Dj Eurostoxx 50, è praticamente a contatto con un’importante resistenza statica a 32 punti che, qualora violata, aprirebbe ampie possibilità di un’ulteriore discesa dei corsi azionari per il maggior indice azionario del Vecchio Continente.
A metà seduta su 40 titoli che fanno parte del paniere più rappresentativo delle blue chips quotate a Piazza Affari, si segnalano solo sei segni più con la piccola CIR (Compagnie Industriali Riunite) ad un +2,2%.
Dall’altra parte del listino guida i ribassi Pirelli&Co con un -3,32%, seguono poi Saipem, Impregilo, Finmeccanica e UniCredit, tutte con un ribasso nell’ordine di 3 punti percentuali.

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